Monumenti e punti di interesse nella "Città bassa"

Data:
29 Dicembre 2020
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TERRACINA BASSA

La parte bassa della città ebbe due momenti di espansione: il primo sotto i Romani, lungo la via ad Portum, tra il porto e la fertile valle agricola a nordovest (soprattutto tra I secolo a.C. e I secolo d.C.), e il secondo soprattutto nel XIX e XX secolo. Alla fase romana appartengono una seconda piazza forense (cosiddetto Foro Severiano), un anfiteatro e delle terme (Terme alla marina), a cui si aggiungono ville e residenze (la villa detta delle “Terme Nettunie”, resti di ville presso i “Granai Antonelli”). Lo sviluppo crebbe con il cambiamento di percorso della via Appia, reso possibile dal taglio del Pisco Montano, e con la ricostruzione del porto (tradizionalmente attribuiti all’epoca traianea, ma secondo un’ipotesi di Filippo Coarelli da retrodatare al I secolo a.C.). Sono tuttora visibili i resti dei due moli antichi e dei magazzini portuali. La collina di sabbia del Montuno, oggi parco pubblico, si formò probabilmente in seguito ai lavori di scavo per la realizzazione del porto.

Le mura e le porte
Le mura del V secolo racchiusero solo una parte di questo abitato inferiore, che doveva essere già parzialmente abbandonato. In epoca altomedioevale il territorio vide la fondazione di chiese e conventi extra-urbani. La parte bassa era in abbandono: il porto e i canali si andarono insabbiando e divennero inutilizzabili. Il passaggio della via Appia sotto il Pisco Montano venne fortificato (la porta venne ricostruita nel XVII secolo come Porta Napoletana).

Borgo Pio
A partire dal 1785 papa Pio VI diede nuovo impulso alla città, avviando la bonifica delle paludi pontine, organizzata intorno al nuovo insediamento di Borgo Pio, sul nuovo canale, scavato nell’antico porto insabbiato. Sorsero diversi edifici pubblici: il palazzo del “Pozzo del Grano” o dei “Granari”, oggi Palazzo Cardinali, costruito come magazzino e dotato di un piccolo porto circolare (lo “Squero”), poi interrato; “Granai dell’Abbondanza” e “Palazzino Camerale”, sorti sul molo settentrionale romano, distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Vi si ebbero anche costruzioni di edilizia popolare (ad esempio le “Case Pellegrini” per i pescatori, oggi scomparse) e la piccola chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, edificata nel 1783 e ridotta in rovina dai bombardamenti, era stata voluta dal papa come parrocchia del nuovo borgo marinaro.

La Piazza
Il futuro sviluppo della città venne impostato secondo un progetto urbanistico coerente, impostato sull’asse del canale e della “strada Pia” (via Roma). Lungo questa via principale Giuseppe Valadier progettò nel 1794 la neoclassica semicircolare piazza Garibaldi, che venne realizzata progressivamente nel secolo seguente dagli architetti Pietro Bracci e Antonio Sarti e dall’ingegnere Luigi Mollari.

La Chiesa
La chiesa del Santissimo Salvatore, sul lato opposto del semicerchio, venne progettata sempre dal Valadier a pianta centrale, ma fu realizzata da Antonio Sarti tra il 1830 e il 1847 a tre navate. L’altra grande piazza cittadina, “Piazza della Marina”, oggi Piazza della Repubblica, già prevista nel progetto originario, venne realizzata progressivamente con la costruzione dei palazzi che la circondavano.

Il porto-canale
L’attuale porto-canale, già previsto dal 1777, fu realizzato sotto papa Gregorio XVI e completato dopo il 1843, con lo scavo del canale nell’insabbiamento dell’antico porto romano e la costruzione di un nuovo molo verso est.

Ultimo aggiornamento

Martedi 26 Gennaio 2021