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"Alla c.a. de “I Medici del Territorio”
E p.c. a S.E. il Prefetto di Latina dr.ssa Maria Rosa Trio

Gentilissimi,
in ordine alla vostra nota del 4 aprile scorso con la quale vengono esposte osservazioni circa la gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 nel nostro territorio, sento di dover fornire opportuni chiarimenti.

Innanzitutto non mi è chiaro chi siano i firmatari della nota, giunta con un generico ‘I Medici del Territorio’ in calce, ma priva di un qualunque riferimento a singoli medici o a rappresentanze associative di cui la professione è ampiamente dotata. Allo stato dovrei far riferimento solo all’indirizzo e-mail di provenienza della missiva, ma risponderò comunque rivolgendomi alla platea dei medici cittadini, sicuramente interessati.

• La gestione degli asintomatici positivi e portatori sani, evidenziati e sottolineati nella lettera, è regolata dagli stessi protocolli ai quali deve attenersi chi è risultato positivo e sintomatico. Faccio comunque notare, e voi ne avete sicuramente più contezza di me, che si tratta di situazioni molto particolari e di difficilissima individuazione visto che i test vengono effettuati quasi esclusivamente su chi manifesta sintomi sospetti. Quindi se il contagio da Covid-19 non è acclarato, devono essere osservate le norme prudenziali valide per tutti;

• il richiesto Comitato di Crisi Comunale esiste già e si chiama Centro Operativo Comunale (C.O.C.), una struttura permanente gestita dalla Protezione Civile che viene attivata nei momenti di urgenza. Il C.OC. è stato attivato con un’ordinanza sindacale lo scorso 11 marzo alla notifica del primo caso di positività sul territorio comunale, così come è previsto dalla legge. Le ordinanze sono disponibili sull’Albo Pretorio del Comune e, nel caso specifico, è stata pubblicizzata a mezzo stampa per una opportuna diffusione, insieme ai numeri di telefono predisposti per l’assistenza alla popolazione. Mi corre l’obbligo sottolineare altri due provvedimenti assunti dalle autorità del territorio provinciale strettamente inerenti l’emergenza in corso: Sua Eccellenza il Prefetto di Latina ha attivato immediatamente il Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.), struttura che monitora in maniera permanente, insieme alla ASL, l’evolversi dell’emergenza sanitaria in provincia. Il Distretto Socio-Sanitario LT4, quello di cui fa parte la nostra città, ha allestito l’Unità di Crisi Distrettuale, coordinata dal responsabile del Distretto, il dott. Giuseppe Ciarlo, all’interno della quale sono presenti i rappresentanti dei medici del Distretto stesso;

• la distribuzione di mascherine e dei dispositivi di protezione individuale, come è stato evidenziato a livello nazionale, rappresenta una delle criticità di questa emergenza a causa della grave carenza di questi materiali. Perfino il personale ospedaliero delle zone più colpite si trova in grande difficoltà, tanto che, come avete giustamente ricordato, sono circa migliaia i medici e gli infermieri contagiati e, purtroppo, tanti anche i deceduti. Stiamo incontrando enormi difficoltà nel reperimento di questi dispositivi: i pochi forniti sono di dubbia efficacia e indossabilità, come sottolineato anche da importanti Presidenti di Regione. Qualcuno è riuscito ad acquistare privatamente qualche mascherina chirurgica monouso, non di più. Da giorni però ci sono lodevoli iniziative di piccoli imprenditori di Terracina e di altre città che stanno producendo e regalando mascherine. Infatti la scorsa settimana, ben conoscendo il problema e pur non essendo competenza di un sindaco la fornitura dei dispositivi, ma dell’Azienda Sanitaria di riferimento (che patisce comunque le stesse difficoltà di tutti gli altri enti in questo ambito), ho provveduto a mandare ai medici di Terracina queste mascherine appena ne abbiamo avuto disponibilità;

• le restrizioni agli spostamenti e alla circolazione delle persone sono regolate dai decreti governativi e dalle ordinanze regionali copiosamente prodotte in queste settimane di emergenza. Tali provvedimenti, in realtà, appaiono difficoltosi dal punto di vista dell’applicabilità delle restrizioni poiché gli spazi di interpretazione degli stessi sono molto ampi e, a parte nelle cosiddette zone rosse, il numero e la tipologia di attività commerciali autorizzate all’apertura è vasto (consultare la tabella dei codici Ateco autorizzati contenuta nel DPCM 22 marzo 2020). Di più: per chi non è in isolamento domiciliare, si può andare e tornare dal lavoro, è consentito andare a fare la spesa, in banca, in posta, in farmacia, in tabaccheria, a comprare o riparare un elettrodomestico, fare benzina, passeggiare da soli, col cane, coi bambini, fare attività motoria, purché vicino casa e rispettando la distanza di un metro. L’abuso di queste facoltà rappresenta un pericolo che si sta contrastando con i controlli da parte delle Forze dell’Ordine, ma è molto più complicato di quanto appaia sulla carta. Come Amministrazione sin dai primissimi giorni abbiamo invitato i cittadini a rimanere a casa e limitare le uscite allo stretto necessario. Proprio oggi diffonderemo la raccomandazione pubblica di uscire solo se dotati di mascherina, ma non può essere nulla più di una sentita raccomandazione perché la legge non vieta l’uscita senza mascherina, aspetto evidenziato anche dal Capo della Protezione Civile Nazionale. Invitiamo comunque i cittadini ad approfittare dei tanti servizi a domicilio posti in essere dalle attività commerciali. Piccola nota: anche i servizi a domicilio generano traffico veicolare, che certamente qualcuno sarà pronto a documentare con l’indignazione urlata a mezzo social…;

• i controlli sulle seconde case sono partiti da alcuni giorni e si sta provvedendo a raccogliere i dati degli interventi. Questo è un aspetto sul quale ho chiesto alla Polizia Locale particolare attenzione e inflessibilità;

• sono lieta di informarvi, inoltre, che i Servizi Sociali del nostro Comune e il Segretariato Sociale del Distretto hanno attivato diversi numeri di telefono per l’assistenza anche psicologica per quelle persone che si trovano in disagio per via della quarantena. Noi non abbiamo dimenticato questo aspetto molto importante della salute;

• nella comprensibile concitazione delle tante emergenze, incluse quelle economiche che si fanno sempre più drammatiche, ho ritenuto di dover prestare particolare attenzione alle necessità delle gestanti di Terracina, certamente alcune delle quali vostre pazienti. Mi sono attivata da venti giorni con la ASL e il Prefetto per porre il serissimo problema delle gestanti che non possono recarsi, per i noti motivi, presso l’Ospedale di Fondi. Ho chiesto dell’apertura di un ambulatorio ostetrico attrezzato presso l’Ospedale di Terracina per i controlli e i monitoraggi. Una prima nota della ASL, poi modificata dalla stessa, certificava l’apertura di suddetto ambulatorio cinque giorni a settimana, il giorno dopo l’ha ridotta a due mattine a settimana. State certi che non mi accontento e non mi fermo qui perché la sicurezza delle donne terracinesi in gravidanza e dei nascituri è una priorità. E proseguirò anche da sola, come ho fatto finora.

Nella speranza di aver soddisfatto i vostri dubbi e le vostre istanze ed esprimendo sincero apprezzamento e gratitudine per il vostro lavoro, accolgo con piacere l’invito alla fattiva collaborazione che mi avete gentilmente rivolto: ne approfitterò certamente, in nome della tutela della salute dei cittadini di Terracina.

Cordiali saluti.

Il sindaco ff di Terracina
Roberta Ludovica Tintari

Terracina, 6 aprile 2020
(11° anniversario del Terremoto de L’Aquila)"

Ultimo aggiornamento

Domenica 04 Ottobre 2020